Perché?

La radio sta alla televisione

Come l’erotismo sta alla pornografia

 

diotriangolo

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Chi siamo?

Nasciamo come trasmissione web-radio, poi da lì, negli anni, ogni tanto usciamo pure fuori dalle casse o dalle cuffie, di persona per eventi particolari.
Il nome “il Lupo e il Contadino” nasce da uno strano gioco di società che facevamo spesso nei mesi subito prima che esistesse la trasmissione; gioco in cui si interpretano, un po’ segretamente, dei personaggi assegnati per caso da un giro di carte coperte, per cui non si sa mai con certezza fino alla fine chi sono i lupi e chi i contadini.
Molto, ci piaceva poi, anche il misterioso ed inusuale accoppiamento favolistico fra i lupi ed i contadini.
Fino a qualche anno fa avevamo un orario settimanale fisso di messa in onda, ed un’idea di studio radiofonico; scriviamo “idea”, perché negli anni lo studio/tana-del-lupo è stato in successione: la cucina di Toni Mannaro, che aveva un’acustica perfetta; la fumosa camera-da-letto-cucina-studio di Zappatore; una serie di bagni usati per registrazioni di reading perfettamente ovattati; poi finalmente un carino ma imboscatissimo monolocale affittato in via Mascarella, a Bologna,e teatro della stagione delle leggendarie Poesie al Citofono. All’inizio creavamo puntate su temi improbabili ed allo stesso tempo affascinantissimi – tipo capire, in base alle canzoni a loro dedicate, chi era più intrigante fra Alice e Dorothy, o trasmettere le più assurde canzoni sul mare – fino a che non abbiamo deciso di provare ad intervistare scrittori interessanti. Lì è avvenuta una svolta.
Abbiamo iniziato molto audacemente con Igor Sibaldi, che ancora più audacemente accettò l’invito. Avevamo abbastanza pessime dizioni – tuttora ce le abbiamo, ma le indossiamo con un certo orgoglio – e tante buone domande, diventate un po’ uno dei nostri cavallucci marini da battaglia. Comunque, l’intervista con Igor attorno a favole e Vangeli durò molto piacevolmente più di due ore, e fu un successo inaspettato.
Negli ultimi due anni abbiamo infine deciso – grazie all’Eureka! di Damiano – di abbandonare giorni, orari e posti fissi e, con microfoni e mixer in spalla – che per una radio è una bella sfida – abbiamo iniziato a girare e trasmettere da librerie, cantine, astronavi, dovunque ci portasse l’ispirazione.
Quest’anno – l’ottavo di trasmissione – l’itineranza si è fatta ancora più animata, più spinta, tanto che hanno iniziato ad invitarci improvvisamente anche a festival ed eventi lupacchiotteschi.

Cosa facciamo?

Si raccontano favole ai bambini per farli addormentare,
agli adulti per farli svegliare.

Abbiamo un amore probabilmente sovrannaturale per la radio – oltre che fisico: come dicevamo prima, quest’anno ce la portiamo letteralmente in giro con noi.
Amiamo la potenza immaginifica della radio, l’intimità che riesce misteriosamente a creare. Ci piacciono le domande, le risposte quelle aperte, gli incontri con gli ascoltatori, la musica soprattutto di notte, i libri che ti fanno venire voglia di scriverne uno anche tu, il gioco della deriva, i film e i documentari che aprono mondi paralleli, il vino bianco, le sigarette.
Nel motto del programma, qui su, c’è tanto degli intenti e del senso originario: narrare le profondità dell’immaginario, con la leggerezza, l’ironia ed il surrealismo propri dei racconti di favole.

Fra i tanti, in queste stagioni abbiamo intervistato e conversato con:
Franco Battiato, Igor Sibaldi, Silvano Agosti, James Senese, EJ Gold, Franco Mussida (PFM), Vincenzo Costantino Cinaski, Patrizio Fariselli e Paolo Tofani degli AREA, Juri Camisasca, Claudio Risè, Franco Arminio, Cesare Picco, Marina Borruso, Raffaele Salinari, Nicola Perullo, Maura Gancitano ed Andrea Colamedici,..

Per l’ottava stagione radiofonica i punti cardinali di esplorazione saranno Quattro: 
UNO. Le Puntate “classiche”, in cui intervisteremo autori di idee interessanti; ricche di divagazioni, rubriche, racconti, musica, con l’intento di muovere piccole cose, forse montagne.
DUE. I PodWolf. Saranno la grande novità di questa stagione. Trasmissioni speciali in cui converseremo con grandi autori, attorno a temi specifici. Saranno diverse dalle puntate classiche, senza rubriche, divagazioni e, quando non strettamente necessario, probabilmente anche senza musica. Ascolti un po’ “punk”, focalizzati cioè senza troppi fronzoli solo su un argomento. Sorta di piccoli volumi da conservare e riascoltare. Non audiolibri, quindi, rigidi nel loro “confezionamento” e preparazione, ma dialoghi aperti, perché vogliamo cercare di mantenere viva, nei sentieri che prenderanno queste conversazioni, una specifica forma di comunicazione orale con la sua immediatezza, ritmo e possibilità anche di improvvisazione.
TRE. Le dirette da eventi live. In giro per festival o eventi, a trasmettere magari conferenze un po’ sovversive, interviste sul campo, e forse anche proporre assurdi giochi radiofonici.
QUATTRO. Gli eventi lupacchiotteschi.
La quarta direzione è completamente uscita fuori dalla radio (giustamente, altrimenti non sarebbe la quarta); dall’anno scorso abbiamo iniziato ad organizzare eventi, corsi e progetti artistici affini ai temi del lupo, con alcuni autori incrociati attraverso le strade radiofoniche delle nostre interviste, e con cui sono nate belle affinità.

Che facce abbiamo?

 

Antonello “Zappatore” Palladino

Zappatore – Autostoppista galattico e conduttore dalla dizione altra. Il suo nick radiofonico – Zappatore – è nato per motivi magicamente sovrapponibili: la musica e il pensiero di Frank Zappa, che considera uno dei più grandi artisti del ‘900; origini contadine; la leggendaria agricoltura celeste; il fatto che la parola sia composta da 9 lettere, come il civico della casa dove è nato in Basilicata, e soprattutto la sua significativa, fulminea, abbreviazione:  Zap!
A confondere il tutto indossa spesso la maschera del Lupo in trasmissione.

Toni “Mannaro” Ragusa

Mannaro – Poeta, anche miticamente al citofono, ci sa fare molto bene con la sintesi, ed è quindi colui che spesso decide tagli e tempi della trasmissione.  La sua presenza si sente anche quando non parla. Sulla nascita di questo nickname “Mannaro” dovete sapere che prima viene lo Zappatore, con il quale è nata la trasmissione. Lui si chiamava già  Zappatore, nick che si addice al contadino, perciò io dovevo farmi lupo. Niente di trascendentale quindi. Mere esigenze di scena. Quando c’è la luna piena non gli cresce la barba, non fa strani versi, né gli crescono peli sul corpo, per fortuna, perché già ne è dotato a sufficienza. E, tranquilli, se volete ammazzarlo, non dovrete ricorrere a proiettili d’argento, che ultimamente credo siano anche andati fuori commercio, né essere costretti a sciogliere l’argenteria di vostra nonna.

Damiano “Agricoltore Celeste” Ferraretti

Agricoltore Celeste – “Er Voce” del Lupo e Contadino, felpata, profonda, romantica e precisissima. Fa parte dello squadrone d’assalto della trasmissione, colui che spesso va in avanscoperta per strada, al freddo, a intervistare o dedicare poesie al citofono. Per una trasmissione che si chiama Il Lupo e il Contadino, e dove di lupi pare ce ne siano in abbondanza, lui era l’elemento mancante,anche perché è un contadino, di quelli veri e puri. Damiano coltiva infatti frutti e ortaggi dimenticati in un posto dal nome suggestivo: Casale California.

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Claire Gentile

Claire – Voce polifonica – ha ideato una serie di leggendari personaggi in trasmissione, uno su tutti il Mago Misterius – sue sono spesso tutte le interpretazioni nella favoletta della buonanotte per rimboccare radiofonicamente le coperte. Ricordando il mito di Arianna, Teseo ed il labirinto, ama riavvolgere il filo delle parole sperando di trovare il bandolo della matassa. È convinta che le parole siano dei tappeti volanti capaci di far viaggiare attraverso il tempo e le civiltà o astronavi in grado di far scoprire pianeti sconosciuti. E in uno di questi viaggi la radio l’ha intercettata.

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5 thoughts on “Perché?

  1. Calore, spirito, intelligenza… non vivo piu’ in Italia da 5 anni ma voi, voi mi fate rimpiangere quelle persone che non ho mai incontrato, o non mi sono meritato.
    Siete bravi!, come dice mia nonna. Continuate cosi’.

    • Erbertino, che dire. Grazie! È un messaggio molto bello il tuo.
      Ci spiace molto la coda di malinconia, anche se la capiamo. Eccome.
      Come ci hai conosciuti?

      • Cercavo ancora tracce di Sibaldi in rete ed ecco che son capitato sulla vostra emissione!
        Bellissima fra l’altro anche la puntata con Arminio!
        Un grande saluto,

        Emanuele

        • Grazie! A proposito di Sibaldi, presto allora avrai altre belle novità!
          Se passi da Bologna vienici a salutare in studio!
          Ciao!
          Un ululato

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