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Com’era Marta di “Lugano addio” di Ivan Graziani?

by Antonello Zappatore Palladino on 25 Aprile 2019, no comments

Scarpe da tennis bianche e blu / seni pesanti e labbra rosse /
giacca a vento  / capelli fermi come il lago

Questi i frammenti di descrizione che Ivan Graziani faceva di Marta, nella sua bellissima e nostalgica canzone:
“Lugano addio”.

Io ho provato a chiudere gli occhi e “ricostruire” Marta con l’immaginazione.
Devo dire che la figura che ho davanti è strana.
Parecchio strana.

Allora:
“seni pesanti”: se Graziani voleva dare il senso di “tette grandi”, come affermava ieri sera Toni, sì, vero, c’è riuscito bene, proprio bene. Il problema è però l’aggettivo.
“Pesanti”.
Quella che viene inesorabilmente sottolineata, è la componente gravitazionale. Meccanica newtoniana applicata alle tette.
Mmmm.
A parte poi dettagli sull’abbigliamento su cui anche lì si potrebbe discutere, ma tralasciamo, è il pezzo finale che mi fa arrovellare l’immaginazione da ieri sera:
“capelli fermi come il lago”.
Capelli fermi come il lago?
Che avrà voluto dire Graziani?
Forse Marta si laccava i capelli a metà fra una vecchia protagonista di una telenovela argentina e Cristiano Ronaldo (che poi forse è la stessa cosa)?
Mah!
Poi, a un certo punto stamattina, mentre passeggiavo a Piazza Maggiore, l’illuminazione!

Scarpe da tennis, seni pesanti, capelli fermi come il lago…
Sì, è lei! È proprio lei!

Marta è VENUS di MAZINGER Z!

Questa ed altre storie nella seconda puntata del Manuale Musicale dei Sensi, QUI