IL RETROGUSTO #8

by Roberto Brancati on 30 Luglio 2019, no comments

Illustrazione di Gemma Capdevila http://www.inspirewetrust.com/2015/05/19/intervista-gemma-capdevila/

Rubrica sul Sogno Lucido, a cura di Roberto Brancati.
Multimedia a cura di Antonello “Zappatore” Palladino

(continua)

Per fare la tua volontà è necessario, da buon artigiano, oltre al mestiere anche il progetto.

Puoi pro-gettare te stessa in avanti o all’indietro, sulla linea del tempo.

A seconda di quali sono gli ambiti della vita che intendi mettere a posto.

 

Smontare le certezze

Quando lo sguardo è rivolto verso il futuro, gli utensili indispensabili alla progettazione di sé sono il desiderio e l’immaginazione. Il primo è composto da un’attrazione inevitabile e dall’urgenza di incontrare ciò che accadrà, senza paura e con l’eccitazione propria dell’esploratore che si rivolge al mistero, a ciò che non conosce.

I bulloni da svitare nel lavoro di incontro col futuro sono quelli dell’abitudine, delle certezze preconfezionate, dei racconti altrui non verificati e che impongono un’obbedienza acritica, dogmatica.

 

La seconda chiave

Per tener fermo il dado del bullone serve poi la seconda chiave che è appunto l’immaginazione: la capacità di lasciarsi permeare da visioni immediate, di accorgersi di quali siano le risposte intuitive e autentiche che inondano di significato le domande che hai imparato a tenere aperte. L’unità di misura di questa autenticità è il profondo piacere che accompagna le risposte. È proprio fatta di stati d’animo, la bussola che può guidarci verso la felicità.

 

Ricordo + Desiderio

Quando invece rivolgi lo sguardo al passato, come testimonia dolcemente Igor Sibaldi nel suo ultimo splendido romanzo Eterno Amore, è il ricordo che va in aiuto al desiderio affinché tu possa intervenire sulle scelte compiute o sugli accadimenti avvenuti nella tua storia: per far sì che un qualche tuo modo di essere, andando tu nel passato con una chiara intenzione, possa cambiare, modificando così anche presente e futuro.

Siamo infatti, oltre che l’immensa vastità che possiamo accogliere immaginando, anche il prodotto delle nostre scelte e delle posizioni che scegliamo di prendere nei confronti delle scelte compiute dagli altri.

 

Essere in Sogno

In sogno scegliamo. Te ne puoi accorgere se solo apri il tuo quaderno dei sogni e noti che, nel racconto, dopo esserti trovata in questa o quella situazione, accade che sia tu a fare o dire qualcosa.

Di seguito un esempio, tratto dal mio quaderno dei sogni alla data 22 luglio 2019, del quale evidenzio i miei comportamenti volontari:

Ero in una scuola. C’erano persone che mi cercavano e io mi nascondevo dietro l’ultima fila, nella quale era seduto anche B. V. L’aula era piena di studenti, avranno avuto 14 anni, colorati e allegri. Quando la squadra che mi cercava se n’è andata io uscivo dal mio nascondiglio e giravo per la scuola (…)“.

 

Atti e Gesti

A parte l’interpretazione o l’analisi dei simboli onirici, quello che qui ci interessa sono i Gesti di Volontà che in sogno compiamo: decisioni mirate e precise che indicano la presenza di una coscienza decisionale anche nel territorio del sogno. Riscontro la stessa qualità propulsiva anche nei miei sogni lucidi.

La differenza tra un sogno ordinario ed uno lucido è che nel primo questa decisionalità resta fulminea mentre nel secondo quella propulsione volontaria è stabile e continua e permette di padroneggiare l’attenzione e l’interazione con i soggetti e gli oggetti di sogno, così da poterne studiare le caratteristiche e indagare azioni e reazioni.

Riconosciuti i Gesti di Volontà (suggerisco di sottolinearli o evidenziarli nel quaderno per coglierne il retrogusto sensazionale) avrete in essi un’ulteriore marker, un nuovo indicatore che vi suggerirà, dopo averlo ritrovato e fissato in stato di veglia, l’ipotesi di essere in sogno.

Ipotesi ovviamente da verificare.

 

Pronti per l’Agguato

A questo punto però può essere molto utile farsi trovare pronti dal Sogno Lucido.

Un buon metodo che sto sperimentando per non sciupare la lucidità, ovvero per evitare di che ti svegli di soprassalto non appena la raggiungi, è quello appunto della progettazione onirica. Ai progetti di sogno ho dato il nome di Atti di Volontà. Questi, a differenza dei gesti che accadono spontaneamente in sogno, sono intenti onirici che ti invito ad elencare per iscritto nell’ultima pagina del tuo quaderno.

Gli intenti onirici sono le azioni che ti puoi prefiggere di compiere una volta lucido in sogno: possono andare dal prendere il volo all’esplorazione minuziosa dell’ambiente che ti circonda, dai viaggi nel tempo al dialogo (o altri scambi più intimi e intensi) con le persone che incontri o decidi di incontrare in sogno… qui le alternative sono tante quante sono le stelle in cielo; ma attenzione: l’imbarazzo della scelta uno dei peggiori nemici della lucidità onirica.

E’ indicato prepararsi ad accogliere ciò che reputiamo straniero, improbabile, assurdo. Un modo per imparare a farlo è volere in sogno l’impossibile di veglia. Per sperimentare ed estendere all’infinito i confini delle realtà.

 

Ampliare il Possibile

Solo però se abbiamo a disposizione un bicchiere immenso potremo farci mescere dalla vita l‘incontenibile meraviglia.

Proprio perché le strade che potrai percorrere in sogno sono innumerevoli, trovo necessario suggerirti di focalizzare l’attenzione su alcuni Atti specifici che, scritti con precisione e riletti prima di andare a dormire, ti possono aiutare a non farti travolgere dallo chock adrenalinico che, mentre dormi, succede all’esclamazione “Sto sognando!

Come forse avrai già sperimentato, la normale risposta a quell’eccitazione fulminea è il risveglio. Ciò a cui ambiamo è un sereno dialogo con lo straordinario, che sia esso onirico o nella vita di veglia.

Ampliamo quindi il campo del possibile, immaginando, ricordando e desiderando in ogni direzione, facendo spazio all’inatteso.

E portando in alto i nostri calici. Salute!

つづく

(continua)