Come distinguere un desiderio indotto da un desiderio tuo? Marina Valcarenghi

by Antonello Zappatore Palladino on 25 Ottobre 2019, no comments

(Tratto e trascritto dall’intervista radio, che puoi riascoltare qui )

Come si fa a distinguere fra un desiderio indotto ed un desiderio tuo?

“Adesso si fa molta fatica, perché le persone sono state disabituate, nel tempo, a interrogarsi sul loro desiderio. Non si educa più un bambino a interrogarsi: cosa ti piacerebbe fare? Cosa ti piacerebbe fare di te? a scovare i suoi talenti, le sue predisposizioni. C’è quello che impara tutto della meccanica della macchina del papà, c’è quello che passa il tempo a disegnare, c’è quello che coltiva l’orto, come uno dei miei nipoti […]; ognuno ha delle possibilità dentro di sé, in quella che io chiamo “anima”.
Io intendo “anima” come l’insieme indivisibile dei sensi, dei sentimenti e dei pensieri. La mente, il cuore e i sensi. Insieme funzionano, divisi molto meno. Se non si insegna a un bambino, col corpo, coi sentimenti, col pensiero, a interessarsi a qualcosa, il bambino si ferma, si blocca, non segue la sua strada. Faccio un esempio: un bambino disegna sempre Zorro, oppure disegna sempre un’astronave […]; a un certo punto la mamma, sempre, sistematicamente gli dice: – ma cosa fai sempre lì a disegnare le stesse cose? Ma cambia, no? E poi, guarda, c’è il sole, andiamo fuori a giocare a pallone… Allora il bambino controvoglia, molla il suo disegnino, lo sente svalutato, perde libido, perde energia, si disattiva un’energia e va a giocare male a pallone perché non gliene frega niente. Viceversa a un altro può succedere esattamente l’opposto. […] Questo è un problema educativo, è importantissimo osservare i desideri dei bambini, non osservare solo che mangino, dormano, vadano bene a scuola.

Noi adulti dobbiamo fare questo lavoro su noi stessi, poco per volta, chiedendoci: – ma sono io che voglio questa cosa o è qualcuno che in fondo me lo sta chiedendo, o imponendo?
[…] Io credo che bisogna andare alla scoperta del desiderio. Sono proprio io? […]
Bisogna cominciare a fare un po’ di introspezione e capire cosa ti attira, cosa ti commuove, cosa ti intriga, cosa ti incuriosisce; se non ce lo chiediamo neanche più…”

Riascolta l’intervista integrale con Marina Valcarenghi. Premi “▷”

 

 

CICLO DI INCONTRI A MILANO CON MARINA VALCANREGHI

“La passione necessaria” | Ciclo di incontri con Marina Valcarenghi | 2020, a Milano.
Tutte le informazioni le trovi QUI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.