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Category Archives: Salviamo le parole

rubrica curata da Claire Gentile. Dagli studi di Tullio De Mauro sappiamo che coloro che parlano l’italiano come lingua prevalente o esclusiva, usano circa 6.500 parole, termini essenziali all’interazione e soddisfazione delle esigenze comunicative della vita di tutti i giorni. È quello che si chiama vocabolario di base. 47.000, sempre secondo De Mauro, sarebbero invece i vocaboli appartenenti al lessico comune, ossia noti a chi ha una istruzione medio-alta a prescindere dalla specificità della professione o dagli interessi personali. Ma si sa anche che le parole sono molte, ma molte di più. E stiamo parlando della sola lingua italiana! Epperò, ciò che si è andato osservando da diversi anni a questa parte è una vera e propria involuzione del linguaggio. Il lessico si va impoverendo, le parole utilizzate sono sempre meno. La ricchezza lessicale è legata alla capacità definitoria della mente; proprietà di linguaggio significa anche proprietà del concetto contenuto nella parola; perdita delle parole vuol dire perdita della capacità espressiva e, nel contempo, progressiva perdita delle idee e della capacità di metterle in connessione. Un lessico ricco e che si arricchisce accresce il potere della mente di legare tra loro concetti, vale a dire di pensare. Ma a cosa serve saper pensare, oggi, nell’Era della Massificazione, dei consumi, del preconfezionato, del prêt-à-penser? A chi servono soggetti liberi e capaci di formulare concetti nuovi, di concepire riflessioni indipendenti e di non ripetere frasi fatte e formule stereotipe? A pochi, a pochissimi. C’è un nesso tra parole e pensiero? E tra pensiero indipendente e fuga dalla massificazione, dalla perdita della propria individualità e specificità? Si. Salviamo le parole, salviamo le nostre menti. E delle parole impariamo la potenza evocativa, la precisione definitoria chirurgica, l’impatto deflagrante. Con le parole viaggiamo e creiamo mondi interi.
Ecco, questo ci piace fare. E abbiamo deciso di provarci qui.

La vergogna e il pudore

by Claire Gentile on 11 Aprile 2014, no comments

La vergogna ed il pudore. Potrebbe essere il titolo di uno sceneggiato televisivo ambientato negli anni trenta con Gabriel Garko. E poi, non è un titolo tautologico? Che razza di incompetenti questi sceneggiatori! Se si consulta un dizionario dei sinonimi e dei contrari, infatti, le due parole sono indicate l’una come sinonimo dell’altra. Eppure, sono lemmi […]

Il Fato è il maschile di fata

by Claire Gentile on 11 Febbraio 2014, no comments

A volte le associazioni più scontate sono anche giuste. L’anno passato, così per scherzo, avevo detto che il Fato altri non era che una fata maschio e un po’ ciccione (vedi immagine qui accanto). Ma se ci si domanda e si va a guardare quello che è già sotto gli occhi, come spesso accade, si […]

Genio: genius, genii

by Claire Gentile on 25 Gennaio 2014, 2 comments

Geniale, in definitiva, è chi incarna il Genio. Il proprio Genio. La genialità infatti non è una qualità, una specificità di un solo tipo, e non coincide con un Q.I. elevato o soltanto nell’essere degli innovatori nelle scienze. Vi sono geni di tanti tipi diversi. Tanti modi di esserlo. Vi sono i geni delle scienze, […]

Igor Sibaldi – Lo stupore nelle fiabe

by Antonello Zappatore Palladino on 22 Gennaio 2014, no comments

In basso un piccolo gioiellino, estratto dall’intervista ad Igor Sibaldi, mandata in onda ieri sera (per ascoltare la puntata con la prima parte dell’intervista, il podcast lo trovi qui: http://www.spreaker.com/user/radiohirundo/lc-intervista-igor-sibaldi-le-fiabe ). La domanda più che ispirata, è stata preparata “direttamente”, 100 anni fa, da Joseph Conrad in carne e penna. <<Realmente avevo soltanto bisogno di […]

Flauto. Alla origine della musica

by Claire Gentile on 20 Gennaio 2014, no comments

Quando si dice voce flautata ci si vuole riferire ad una voce di velluto, carezzevole perché simile al suono di un flauto, così come gli armonici ottenuti negli strumenti ad arco vengono detti suoni flautati o note flautate, perché del flauto ricordano la morbidezza. Il flauto è uno strumento antichissimo che si produce praticando su […]

Parolaccia – o del turpe eloquio

by Claire Gentile on 8 Dicembre 2013, no comments

A proposito di parolacce… C’è un’altra parola che mi viene in mente, proprio ora, per immediata associazione. È in uso nel linguaggio corrente già da qualche anno ed è “sdoganamento”. Lo sdoganare, in senso proprio, è un’attività che riguarda merci provenienti dall’estero e che, all’esito di controlli di dogana circa la loro regolarità rispetto alle […]

Bottone

by Claire Gentile on 1 Dicembre 2013, no comments

Bottone è una di quelle parole dotate di una molteplicità di accezioni. E infatti sta ad indicare: a) un oggetto di forma circolare che attraverso un’apposita apertura nel tessuto serve a chiudere i lembi di un abito; b) qualsivoglia oggetto di forma tondeggiante (anche se, attenzione, i bottoni del primo tipo possono essere  anche quadrati […]

Smarrito

by Claire Gentile on 18 Novembre 2013, no comments

« Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita. » Dante Alighieri, La Divina Commedia Ho riflettuto sull’aggettivo smarrito, grazie al Libro delle Parole Smarrite di Sabrina D’Alessandro. Perché smarrire? E perché perdere? Dov’è la differenza? Come sempre si fa, ho cercato di risalire all’origine. […]

Decisione

by Claire Gentile on 11 Novembre 2013, no comments

Decidersi. Un bel giorno (ma tutti i giorni sono belli) mentre mia madre stava mettendo il pane nel forno, mi feci accosto a lei che teneva la paletta e afferrandola per il gomito infarinato le dissi: “Mamma, vorrei fare il pittore. E’ finita, non posso più fare né il commesso, né il contabile… Lo vedi […]

Limite

by Claire Gentile on 28 Ottobre 2013, no comments

Io e’ compagni eravam vecchi e tardi quando venimmo a quella foce stretta dov’Ercule segnò li suoi  riguardi, 
acciò che l’uom più oltre non si metta: dalla man destra mi lasciai Sibilia, dall’altra già m’avea  lasciata Setta.
«O frati», dissi «che per cento milia perigli siete giunti all’occidente,
a questa tanto picciola vigilia 
de’ nostri sensi ch’è […]