La musica nel buio diventa sottile.

by Antonello Zappatore Palladino on 19 marzo 2017, no comments

Signori della corte mettete a verbale: vorrei godere del diritto al silenzio. Mi avvalgo della facoltà di non ascoltare. Desidero essere lasciato in pace e non più aggredito da questa continua ed indiscriminata diffusione di musica.
Cesare Picco – Musica nel buio

John Cage

John Cage

Durante l’ultima puntata abbiamo intervistato CESARE PICCO, partendo dal suo prezioso libro-esperienza: MUSICA NEL BUIO.

L’INTERVISTA INTEGRALE PUOI TROVARLA  QUI.

Scopo di questo articoletto è fissare nell’etere un po’ di suggestioni e riferimenti dalla puntata, utili secondo noi per aprire percorsi musicali “altri”.

Spunto tratto da: Musica sottile di Girolamo De Simone – Guida editori:

“La musica, forse, è una delle esperienze più sottili. Per fruirne occorre uno sforzo di semplificazione sensoriale, che utilizza piani di astrazione per scolpirli via, e tracciare stille di fuga. L’astrazione non deve trasformarsi in retorica della costruzione, pesantezza linguistica. Ma trasparenza, diluizione omeopatica. […] Messaggio infinitesimale che si coglie nell’attimo. E poi, magari, fugge via subito, come capita con alcune visioni oniriche o certe intuizioni troppo profonde. La musica è un’esperienza della soglia, per questo mi riferisco alla sua frontiera. Non nel senso dei cancelli, delle palizzate. Ma in quelle di essere ‘sulla’ frontiera, sulla soglia che consente e apre lo sguardo da un lato e dall’altro, di ciò che è possibile ancora dire e fare, con una possibilità di senso, che non esclude approdi, magari rarefatti, perché il contemporaneo ha moltiplicato la complessità.”

Spunti tratti da: Musica nel buio di Cesare Picco – Add editore:

“Il buio, come l’acqua, è un conduttore naturale che riesce a farci vedere oltre: ci insegna ad ascoltare il mondo con altri occhi”

“La musica del futuro si trova nel buio. Lì si trovano i suoni nuovi da portare alla luce e il musicista che non ha paura di compiere questo tuffo nel vuoto arriva per primo a segnare il progresso musicale: a dettare le regole.”

“La sicurezza che abbiamo nel pensare che una sinfonia di Mozart debba per forza commuovere un indio, poggia solo sulla nostra vana certezza di possedere la verità del Suono e del Verbo. È il suono, e il potere che esercita sugli uomini, a essere universale, non la musica. È il buio a essere una condizione universale, non il modo di viverlo.”

“Il buio vero non esiste nei sogni, […] Il buio vero è solo una condizione dello spirito. I sogni possono vederci sempre.”

E infine, un gradino della scaletta musicale: un’ incredibile intuizione musicale di Cesare Picco che, durante una puntata di Casa Bertallot, mescola la voce di Lou Reed in Walk on the wild side, con le idee melodiche di Erik Satie. Durante l’intervista Cesare ci racconta come è nata l’idea di questo brano.
Un gioiellino:
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