Poesia al citofono 3

by Antonello Zappatore Palladino on 18 gennaio 2017, no comments

Toni Mannaro legge in diretta radio e video, una poesia di Montale, dedicata ad uno sconosciuto dalla nostra ascoltatrice Virginia.
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Se vuoi dedicare anche tu una poesia ad uno sconosciuto o sconosciuta citofonici, durante una delle nostre dirette del martedì, inviacela con la dedica a: lupoecontadino@gmail.com
Faremo per te un’incursione poetico-citofonica!
Alle 3 dediche più belle, in regalo una maglietta del lupo!

Disco Sottomarino_2_Just before music – Lonnie Holley

by Antonello Zappatore Palladino on 15 gennaio 2017, no comments

Lonnie Holley nasce nel 1950, settimo di ventisette figli, nella durezza di un’infanzia che lo costringe ad essere adulto prima del tempo.
Il blues, Lonnie.
Anni dopo, una sera, nella sua vecchia casa scoppia un incendio, che si porta via due dei suoi nipotini. La disperazione e la povertà da non potere neanche la dignità di due lapidi per il cimitero.
La sofferenza profonda di Lonnie, il grezzo ruvido di quelle pietre e il martello che batte rabbioso la sua anima bruciante: questo è quello che gli resta. Lonnie crea con la disperazione quelle due lapidi, attraversando tutto il dolore del mondo. E poi, forse, succede il miracolo: l’arte arriva a salvarlo.
La sua strada, la sua salvezza, il suo riscatto ripartono da lì.
Il blues, Lonnie.
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Just before music è stato inciso nel 2012. Disco difficile da raccontare. Ancestrale, fatto di pietra grezza, scavato dentro la sofferenza. Fatto di improvvisazioni necessarie, proprio come le sue sculture. Un disco radicale nella sua vicinanza alla sostanza primordiale della creatività salvifica. Povero, eppure così profondo. I suoi mantra e suoni ipnotici avvicinano a quella che è la sostanza del più profondo blues spaziale. Puzza di terra e di stelle.
Guardate i suoi occhi nella copertina. Sbarrati, come dentro un viaggio psichedelico, come un bambino meravigliato e un po’spaventato che vede per la prima volta qualcosa di immensamente misterioso. E così appare Lonnie in molte foto che trovate in rete davanti alle sue sculture, con l’espressione della sua infanzia forse ritrovata.
Che tutti in fondo dovremmo tentare un po’ di ritrovare da adulti.

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Libro da ululato – Epistenologia. Il vino e la creatività del tatto. Nicola Perullo

by Antonello Zappatore Palladino on 11 gennaio 2017, no comments

Ho un ricordo della mia terra – la Lucania – di quando ero piccolo. Ricordo di quando mio padre faceva il vino. Nero come l’inchiostro. Ricordo di quanto – bevendolo – lui fosse orgoglioso del carattere di quelle bottiglie. 
La filosofia contadina del vino che mi porto dentro è una filosofia del dimenticare; per rinascere, forse. Dimenticare le fatiche di una giornata di lavoro; dimenticare le durezze delle vita. È forse per questi ricordi legati alla terra che mi porto nel sangue, che per apprezzare davvero un vino, dentro il bicchiere devo trovarci sempre una certa drammaticità del gusto.
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Il tentativo spinto di controllare il vino, di fare della scienza del vino la sua unica e ultima verità, è un’ottima metafora per leggere lo scontro che stiamo vivendo. Utilizzare la più magica e mitica delle sostanze alimentari, applicandole una parametrizzazione misurata ed “oggettiva” del gusto è – alla fine – un atto sì utile ma, spinto così in fondo – pensandoci bene – anche profondamente ridicolo. E pure un po’ blasfemo. È blasfemia tentare di imprigionare i movimenti imprevedibili di Dioniso, archetipo ed unico e vero custode del mistero del vino. Noi glielo lasciamo fare ai carcerieri del gusto, anzi, siamo sempre più affascinati dalla cultura “scientifica” del degustare. Ripeto, non voglio dire che sia inutile, o che non sia interessante.
Ma non è sensato per esempio – secondo me – classificare un vino secondo odori appresi in aula per confronto con piastrine profumate, senza che nessuno di questi sia almeno un po’ nostro, che ci possa raccontare qualcosa di noi, muovere magari un nostro ricordo, come gli odori sanno fare fortissimo.
Ecco, il libro di Nicola Perullo fa benissimo – in maniera esplicita e sottotraccia – questo necessario e mitico lavoro di
ridare a Dioniso ciò che è di Dioniso.

Conversazione radio con Nicola Perullo, qui: https://goo.gl/DTkaVl

epistenologia

Disco sottomarino – 1 – The Modern Lovers – The Modern Lovers

by Antonello Zappatore Palladino on 5 gennaio 2017, no comments

“il Sottomarino Giallo dei Beatles non è altro che un’idea di furgone della nettezza urbana. Da creativi hanno capito l’importanza della cianfrusaglia. In effetti, nella loro operazione, usano pochi elementi: vecchi ritmi, vecchi suoni, vecchi motivi, opportunamente attualizzati con l’elettronica. Usano questi marchingegni come sottomarini, per immergersi ed esplorare le profondità dell’inconscio culturale, da cui riportano in superficie ogni sorta di strani frutti. È come una capsula dello spazio interiore, un ambiente umano completamente reinventato e programmato per recuperare sotto forma di arte le cianfrusaglie del passato.”
Marshall McLuhan – filosofo dei media

Per la nuova rubrica musicale di quest’anno riporterò in superficie ogni settimana, raccontandolo attraverso le storie trovate lungo l’operazione di recupero, un DISCO SOTTOMARINO che era stato dimenticato negli abissi.
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Ieri sera riguardavo ‘Tutti pazzi per Mary‘. Hai presente che negli intermezzi del film c’è quel tipo che fa da giullare-cantastorie raccontando con la sua chitarra le peripezie di Mary? Si chiama Jonathan Richman, ed ha una storia artistica ed umana molto strana e stramba.
Nel 1976 incise ragazzino un disco incredibile, bellissimo – The Modern Lovers – che, considerato l’anno, i componenti del gruppo, e il modo in cui il disco è stato registrato – in pochissimo tempo e in maniera molto grezza – può essere considerato come uno degli album secondo me più interessanti che anticipano e ispirano la futura epoca punk.
Un gioiellino praticamente sconosciuto.
Richman era il leader del gruppo con Jerry Harrison, che poi andrà a formare i Talking Heads (!) e David Robinson che andò poi nei Cars, mica roba da ridere. Lui invece preferì testardo seguire la propria strada contro-controcorrente: in un periodo in cui l’onda propizia della musica era proprio quella del gruppo, dell’idea drammatica e pittoresca di ribellione, lui incise – fuori tempo – e seguendo imperterrito la sua filosofia di divertimento, una quantità di dischi solisti superficiali, spesso impalpabili, arrivando poi a partecipare anche come comparsa a ‘Tutti pazzi per Mary’.

The Modern Lovers rimane comunque un disco e un modo di pensare alla musica e all’arte così spontaneo, praticamente fregandosene dei mezzi utilizzati per produrlo, eppure creativamente così efficace, che ce n’è ancora molto bisogno oggi.
E, tra l’altro, fa ancora la sua sporca figura.

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Ah, se vuoi assaporare il prossimo palinsesto di gennaio, guarda un po’ QUI!

Venerdì o il limbo del Pacifico – M.Tournier

by Antonello Zappatore Palladino on 26 dicembre 2016, no comments

Radiance - Cameron McFarlane

Radiance – Cameron McFarlane

[…]
Mi assalgono dubbi sul senso delle parole che non esprimono cose concrete. Non posso più parlare che alla lettera. La metafora, la litote, l’iperbole esigono per me uno smisurato sforzo di attenzione il cui effetto inatteso è mettere in luce quanto v’è di assurdo e di convenzionale in queste figure retoriche. Che in lui avvenisse un processo simile a quello che si svolge in me se lo meriterebbe un grammatico o un filosofo facente parte del consorzio umano: per me è un lusso inutile e micidiale insieme. Tale, ad esempio, quel concetto di profondità di cui non avevo mai pensato a esaminare l’uso che se ne fa in espressioni come <<una mente profonda>>, <<un amore profondo>>…Strano partito preso che valorizza ciecamente la profondità a scapito della superficie, pretendendo che <<superficiale>> significhi non già di <<vasta dimensione>>, ma di <<poca profondità>> e non <<di superficie ristretta>>. Eppure un sentimento come l’amore si misura, mi sembra – ammesso di poterlo misurare – molto meglio dall’importanza della sua superficie che non dal suo grado di profondità. Così misuro il mio amore per una donna dal fatto che amo egualmente le sue mani, gli occhi, il passo, le vesti consuete, gli oggetti familiari, quelli che tocca di continuo, i paesaggi dove l’ho veduta muoversi, il mare dove ha preso il bagno… Tutto ciò è superficie, mi sembra! E invece un sentimento mediocre mira direttamente – in profondità – soltanto al sesso, lasciando tutto il resto in una penombra indifferente.

Un meccanismo analogo – che da qualche tempo sento stridere quando il mio pensiero vuole farne uso – valorizza l’interiorità a spese dell’esteriorità. Gli uomini sarebbero tesori racchiusi in una corteccia senza pregio e chi vi si calasse più in fondo vi troverebbe maggiori ricchezze. E se questi tesori non ci fossero? E se la statua fosse piena, d’una pienezza monotona, omogenea, come quella di una bambola di stoppa? So ben io, cui nessuno viene più a prestare un volto o dei segreti, di non essere che un vuoto nero in mezzo a Speranza – un punto, e cioè nulla. Penso che l’anima comincia ad avere un contenuto apprezzabile solo al di là del sipario di pelle che divide l’interno dall’esterno, e si arricchisce indefinitivamente via via che si annette cerchi sempre più ampi attorno al punto-io. Robinson non è infinitamente ricco che quando coincide con Speranza tutta intera.
[…]

Tratto da: Venerdì o il limbo del Pacifico – Michel Tournier

Il pulcino addormentato sulla scarpa – Storie di Iniziazione Sciamanica

by Antonello Zappatore Palladino on 3 dicembre 2016, no comments

“Alla letteratura si possono imputare infinite forme di ottusità ed approssimazione. Ma c’è un tipo di esperienza che solo lei sa esprimere, ed è quella della trasformazione umana, della nascita di una nuova identità dalle ceneri della vecchia, in rapporto a determinati tempi, spazi, occasioni. Scavando più a fondo, si può arrivare ad affermare che, nella sua essenza, la letteratura non è un discorso sul mondo, ma sul rapporto dei singoli individui sul mondo.”

“Perché la vita è un fallimento. E se volessimo formulare una definizione sintetica della letteratura moderna, ebbene dovremmo ammettere che essa, nella strabiliante varietà delle sue forme ed invenzioni, è una grandiosa, enciclopedica, inesauribile scienza del fallimento della vita umana.”

Emanuele Trevi – Il viaggio iniziatico

C’è un libriccino con la copertina blu che racconta di letteratura ed iniziazioni. Si chiama: “Il viaggio iniziatico” di Emanuele Trevi. All’interno vi è un percorso interessantissimo fra alcuni dei libri più vitali ed importanti rispetto all’iniziazione di tipo sciamanico raccontata da occidentali, come:

Dio d’acqua. Incontri con Ogotemeli di Marcel Griaule;

Alce nero parla di John Neihardt;

La relazione di Arthur Gordon Pym da Nantucket di Edgar Allan Poe;

Il grande viaggio in slitta di Knud Rasmussen.

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In questo video l’autore racconta qualcosa del suo libro al Festival della Mente 2013. Veramente interessante, fuori dal tempo, dal min.30.

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Poesie – Leonard Cohen

by Antonello Zappatore Palladino on 23 novembre 2016, no comments

Titoli

Ho ricevuto il titolo di Poeta
e forse lo sono stato
per un po’
Anche il titolo di Cantante
mi è stato gentilmente attribuito
anche se§a stento ero capace di intonare un motivo
Per molti anni
sono stato considerato un Monaco
Mi rasavo il cranio e indossavo lunghe vesti
e mi svegliavo prestissimo
odiavo tutti
ma fingevo di essere generoso
e nessuno mi ha mai smascherato
La mia reputazione
di Donnaiolo era uno scherzo
mi ha fatto ridere amaramente
nel corso delle diecimila notti
che ho passato da solo
Da una finestra del terzo piano
affacciata su Parc du Portugal
ho guardato la neve
scendere per tutto il giorno
Come sempre
qui non c’è nessuno
Non c’è mai
Per fortuna
l’intima conversazione
è cancellata
dal bianco rumore dell’inverno
“Io non sono la mente
l’intelletto,
e nemmeno la voce che tace dentro…”
anche questo è cncellato
e adesso Gentile Lettore
con quale nome
nel nome di chi
tu vieni
a poltrire con me
in questi lussuosi
e declinanti reami
di Intimità Senza Scopo?

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La mia vita nei vestiti

Dopo un po’
Non sai dire
Se sia mancanza
Di una donna
Oppure voglia
Di una sigaretta
E dopo poco ancora
Se sia notte
O giorno
Poi all’improvviso
SaiL’ora
Ti vesti
Vai a casa
Ti accendi
Ti sposi

°
Poesie tratte da:
il libro del desiderio – Leonard Cohen

Leonard Cohen consoles Nick Cave Painting by Ben Smith

Leonard Cohen consoles Nick Cave Painting by Ben Smith

Il desiderio e il Cristianesimo – René Girard

by Antonello Zappatore Palladino on 21 novembre 2016, no comments

Un interessante estratto da una conversazione su Radio3, in cui il filosofo René Girard parla della nascita della cultura e dei conflitti, del desiderio mimetico, della funzione dei capri espiatori nelle società e del perché il Cristianesimo è un punto di svolta per superare i meccanismi della violenza.

rené girardBibliografia:
* La violenza e il sacro – René Girard
* Il capro espiatorio – René Girard
* Cose nascoste fin dalla fondazione del mondo – René Girard